Swimming with Sharks è un duello strategico tra due fazioni: i nuotatori in fuga e gli squali che li inseguono. Su una griglia diretto ma ingegnosa, ogni giocatore muove le proprie pedine con movimenti a “L”, come il cavallo degli scacchi: due passi in una direzione e uno laterale, o un passo e tre, combinando libertà e precisione. Ogni turno hai cinque punti movimento da distribuire tra i tuoi pezzi — ogni pedina ha un costo diverso, quindi scegli con cura chi spostare e quanto.
I nuotatori devono farne almeno uno raggiungere la riva opposta, mentre gli squali cercano di catturarli tutti. Ma non è tutto così semplice: i nuotatori hanno anche una barca, un rifugio mobile che protegge qualsiasi compagno accanto a lui — nessuno squalo può attaccare lì. E poi ci sono le tre caselle con la stella: quando vi piazzi una pedina, peschi una carta. Alcune ti danno punti movimento extra per quel turno; altre sono effetti speciali che possono bloccare gli avversari, rivelare i loro piani o cambiare il corso della partita. Le carte speciali richiedono però di spendere parte dei tuoi punti movimento per attivarle — ogni azione ha un prezzo.
La tensione cresce con ogni mossa: devi bilanciare fuga e protezione, attacco e difesa, risorse e tempismo. Non c’è fortuna nel movimento, solo intelligenza, anticipazione e il coraggio di scommettere sul momento giusto. Una partita dura poco più di mezz’ora — abbastanza per sentire l’adrenalina, ma non tanto da stancare. Perfetto per due o quattro giocatori che amano i giochi dove ogni passo conta.
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