Tactics è un gioco che ha cambiato il modo di pensare ai wargame. Nel 1954, Charles S. Roberts, un ufficiale della Guardia Nazionale del Maryland, mise insieme su una scacchiera quadrata e dei semplici gettoni di cartone qualcosa di mai visto prima: un gioco da tavolo che cercava di simulare con serietà le dinamiche di uno scontro militare moderno. Non era un gioco astratto, né un’imitazione degli scacchi. Era una prova di strategia basata su movimenti, logistica e combattimento realistico.
Si gioca in due, su una mappa a quadrati che rappresenta il territorio di due nazioni ipotetiche in conflitto. Ogni giocatore comanda un esercito composto da fanteria, carri armati e forze aviotrasportate. I movimenti sono limitati da punti azione: ogni unità può spostarsi solo per una certa distanza a turno, e i terreni difficili come montagne o foreste rallentano il passo. Il combattimento si risolve con un dado e una tabella dei risultati che tiene conto del rapporto tra forze attaccanti e difensori: non è questione di fortuna pura, ma di calcolo preciso. Chi ha più unità in uno scontro ha vantaggio, ma la posizione, il terreno e l’attacco sorpresa possono ribaltare le sorti.
L’obiettivo è chiaro fin dal primo turno, difficile da raggiungere: conquistare la capitale nemica o distruggere completamente il suo esercito. Non basta avanzare con forza bruta; bisogna pianificare i movimenti, proteggere le linee di rifornimento, sfruttare i passaggi montani e tenere conto della riserva strategica. Il gioco non ti dà la vittoria: te la fai guadagnare con ogni mossa.
Tactics è importante perché fu il primo wargame commerciale a proporre una simulazione così coerente, nata dalla passione di un singolo appassionato che lo stampò in proprio da un garage. Fu un successo modesto, ma sufficiente per fondare Avalon Hill, la casa editrice che avrebbe poi dominato il genere per decenni. Le meccaniche introdotte qui — i punti movimento, le tabelle di combattimento, l’uso della griglia quadrata — diventarono pilastri di tutti i wargame successivi. Anche se oggi sembrano elementi scontati, allora erano rivoluzionari.
La mappa originale del 1954 è più semplice di quella riveduta nel 1958: non ha numeri sui territori, nessuna bussola, e un percorso montuoso meno articolato. Ma proprio questa sobrietà la rende autentica. Non c’è niente di superfluo. Solo il terreno, le unità, i dadi e la tua mente.
Tactics non è un gioco facile da vincere, ma è uno dei pochi che ti lascia con l’impressione di aver veramente comandato un esercito. Non perché sia complesso, ma perché ogni decisione conta. E se hai mai pensato che i wargame fossero solo per appassionati di storia militare, questo gioco potrebbe farti cambiare idea. È una sfida pura: strategia contro strategia, su un tavolo, con pochi pezzi e tanta testa.
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