Talk Dirty to Me è un gioco da tavolo che trasforma le parole in imbarazzo e divertimento.
Ogni giocatore riceve cinque carte con frasi audaci, buffe o volgari, e il compito non è di vincere punti, ma di evitarli: chi finisce con meno carte in mano vince.
Il gioco gira attorno a storie scritte su un libretto, interrotte da spazi vuoti che devono essere riempiti con le tue carte.
Un giocatore fa da narratore e legge la storia fino al primo buco, poi mostra il segnalino: se è rosso, puoi usare solo una carta rossa; se nero, solo una nera.
Se hai la carta giusta, la leggi ad alta voce — e tutti ridono (o si coprono gli occhi).
Se non ce l’hai, peschi dal mazzo: devi usarla, anche se è un disastro.
Ogni carta vale tra cinque e quindici punti; alla fine di ogni storia, sommi i punti delle carte che ti sono rimaste.
Dodici storie in totale, e chi ha il punteggio più basso vince la partita.
Non si tratta di essere brillanti: è un gioco dove l’imbarazzo diventa strategia.
Le frasi sulle carte sono volutamente scurrili o assurde, e ascoltarle uscire dalla bocca del tuo amico più serio è il vero piacere del gioco.
Funziona bene con gruppi grandi, tra persone che si conoscono abbastanza da non offendersi — ma abbastanza poco da non sapere cosa diranno.
È un party game che non chiede competenze, solo coraggio e una buona dose di senso dell’umorismo.
Nessuno vince per intelligenza: vince chi riesce a sbarazzarsi delle carte peggiori prima degli altri.
E alla fine, tutti se ne ricordano — soprattutto le storie più imbarazzanti.
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