Terminated

(2004)
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Terminated è un gioco che non parla di fortuna o conquiste epiche, ma di qualcosa di molto più vicino: la routine quotidiana del lavoro, le spese che non si arrestano mai e quel senso di girare a vuoto, anche quando fai tutto “bene”. È nato dall’esperienza diretta del suo creatore, che ha passato anni in uffici, fabbriche e reparti diversi, fino a rendersi conto che la vita lavorativa somiglia molto a un percorso circolare: si parte con uno stipendio, si spende tutto prima della prossima busta paga, e poi si ricomincia.

Il tabellone è una ruota che gira senza fine, come il ciclo di uno stipendio mensile. Ogni giocatore rappresenta un dipendente che cerca di sopravvivere tra bollette, assicurazioni, tasse e la necessità di tenere i figli a scuola o in asilo. Muoviti con i dadi, atterri su caselle che ti chiedono di pagare l’autostrada, il gasolio, l’assicurazione auto obbligatoria, o addirittura un imprevisto medico. Non c’è tempo per gli svaghi: ogni giro è una settimana di lavoro, e ogni giro completo rappresenta un ciclo retributivo.

Le caselle non sono solo penalità. Ci sono anche opportunità: una promozione improvvisa, un bonus natalizio, un messaggio dal tuo capo che ti invita a partecipare a un corso di formazione. Ma attenzione: ogni azione ha un costo. Se sbagli, finisci in prigione per assenteismo, o davanti al tribunale per una denuncia infondata. C’è persino l’Ufficio Immigrazione, perché non tutti sono nati qui e la carta d’identità può diventare un peso più grande di uno stipendio.

I reparti aziendali che incontri lungo il percorso — Produzione, Assistenza Clienti, Manutenzione, Controllo Qualità — non sono scelti a caso: sono quelli in cui l’autore ha lavorato davvero. Non c’è contabilità né marketing perché, in molte aziende piccole o medie, quei ruoli li coprono altri. Qui si parla di chi sta sulla linea, di chi pulisce le macchine, di chi risponde al telefono con il sorriso anche quando è stanco.

Il gioco non ti fa vincere accumulando ricchezze, ma sopravvivendo senza finire in rosso. Chi riesce a completare più giri possibili senza andare in bancarotta o essere licenziato per errori ripetuti, vince. Non c’è un traguardo finale: il gioco dura quanto vuoi tu, ma la sensazione che lascia è quella di chi ha capito come funziona il sistema.

Terminated non è un gioco da tavolo tradizionale. Non ti fa sentire un magnate o un genio finanziario. Ti mette nei panni di qualcuno che lavora, paga, aspetta e spera che la prossima busta paga arrivi in tempo. È un gioco silenzioso, ma potente: non urla, ma ti fa riflettere su quanto sia fragile il bilancio familiare, quanto siano costose le cose semplici, e perché tanti girano a vuoto anche quando fanno tutto quello che “si deve fare”.

È un gioco per chi ha già visto la fine del mese troppo spesso. Per chi sa cosa significa pagare l’affitto con il conto in rosso. E forse, proprio per questo, è uno dei pochi giochi che ti lasciano qualcosa di più di una partita vinta: un po’ di consapevolezza.

  • Giocatori: 2-6
  • Durata: 120 min

Meccaniche: Tira e Muovi

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