Nel cuore di una società apparentemente ordinata, serpeggia un mito: quello dei Gangster, uomini d’azione che operano nell’ombra con precisione letale. Termination Incorporated trasforma questa leggenda in un torneo spettacolare, dove sei combattenti si sfidano in un labirinto di pareti laser, armati solo da pistole a scarica elettrica e dalla propria astuzia.
Ogni giocatore muove con carte che determinano i passi attraverso il campo, cercando di avvicinarsi agli avversari senza farsi colpire. La distanza conta: più sei lontano, meno danno infliggi — ma alcune carte ti permettono di forzare risultati inaspettati. L’arma ha un carico limitato; devi ricaricarti su caselle specifiche, e qui il tempo diventa nemico. Ogni turno è una danza tra copertura, attacco e bluff: puoi alzare uno scudo per proteggerti, ma l’avversario potrebbe saperlo e aspettare la tua mossa. I dadi decidono i danni, con un tocco di casualità che non sovrasta la strategia.
L’obiettivo è semplice: accumulare più punti eliminando gli altri prima che ti elimini loro. Ma vince chi sa quando attaccare, quando ritirarsi e soprattutto chi riesce a leggere le intenzioni degli avversari tra i movimenti e le carte nascoste.
Il tabellone è un labirinto in bianco e nero, le carte minimali ma funzionali: non ci sono armi esotiche o oggetti magici, solo te, il tuo piano e la tua capacità di anticipare l’altro. È Frag senza gli effetti speciali, ma con una tensione più cruda, più diretta. Il regolamento è breve — quasi un promemoria — e ti lascia scoprire da solo come funziona davvero. Non è un gioco che urla la sua grandezza: sussurra, e chi lo ascolta capisce subito che qui ogni mossa conta.
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