The Art of Wargaming non è un gioco da tavolo nel senso tradizionale: è un libro che ti fa capire perché i giochi di guerra esistono, e cosa rendono così affascinanti. Scritto da Peter Perla, ex militare e appassionato di wargame, questo testo unisce due mondi spesso separati: quello degli hobbisti che passano ore a muovere pedine su mappe dettagliate e quello dei professionisti che li usano per simulare conflitti reali. Non parla solo di regole o strategie, ma del perché questi esercizi, apparentemente freddi e meccanici, riescono a rivelare dinamiche umane, logiche di comando e conseguenze impreviste.
Perla traccia una storia avvincente che parte dai primi esperimenti dell’Accademia Navale americana fino alle simulazioni moderne, mostrando come i giochi da tavolo siano diventati strumenti per pensare il conflitto senza versare sangue. Spiega con chiarezza cosa distingue un wargame serio da una semplice battaglia virtuale: la ricerca di realismo, l’attenzione ai dettagli operativi e la capacità di generare domande, non risposte definitive. Non si tratta di vincere, ma di comprendere — capire perché certe decisioni portano a risultati inaspettati, come le risorse limitate o il caos del campo di battaglia possano ribaltare i piani più perfetti.
L’interesse del libro sta proprio qui: non celebra la guerra, ma ne esplora l’architettura. Ti mostra che un wargame è uno specchio: riflette le scelte umane, gli errori, le incertezze e i compromessi che accompagnano ogni decisione di potere. È utile per militari, storici o semplici appassionati perché ti insegna a pensare con la testa di chi comanda — senza mai dimenticare che dietro ogni mossa c’è un prezzo.
Leggerlo non ti renderà un generale, ma ti farà vedere i giochi da tavolo con occhi diversi. E forse, alla fine, capirai perché qualcuno passa anni a costruire scenari e muovere pedine: non per vincere, ma per capire.
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