The Bottle Imp

(1995)
6.7/10 (4,152 voti)

Immagina di tenere in mano un boccino magico che porta fortuna… ma ha un prezzo terribile. È questo il cuore di *The Bottle Imp*, un gioco da tavolo ispirato al racconto di Robert Louis Stevenson, dove ogni mossa può farti guadagnare punti o farti cadere in una trappola senza uscita.

Si gioca con 37 carte colorate: rosse (le più alte), blu (quelle di mezzo) e gialle (le più basse), più una carta neutra, il numero 19, che rappresenta il prezzo iniziale del boccino. Tutte le carte vengono distribuite tra i giocatori – due, tre o quattro – e subito si entra nel vivo: ogni turno si gioca una carta alla “bottiglia”, seguendo la regola classica dei giochi di presa: se puoi, devi seguire il seme. Chi gioca la carta più alta del seme vince il trucco… ma qui c’è un inghippo.

La vera novità sta nel modo in cui si determina chi vince davvero. Ogni carta con valore inferiore al prezzo corrente della bottiglia diventa “trump”, cioè vincente, indipendentemente dal seme. E non basta: se più giocatori giocano una carta trump, vince quella più vicina al prezzo attuale – la più alta tra quelle sotto il limite. Chi vince il trucco con una carta trump non solo prende le carte, ma anche la bottiglia. E qui arriva il colpo di scena: chi ha appena preso la bottiglia deve sostituire il prezzo corrente con la carta che ha giocato per vincere. Il prezzo cala. Sempre.

Ogni volta che qualcuno prende la bottiglia, il numero delle carte “trump” si riduce un po’ di più. Le carte basse diventano preziose, ma anche pericolose: se ti ritrovi con la bottiglia alla fine del giro – quando tutti hanno giocato le loro carte – devi pagare un prezzo altissimo. Non guadagni punti per le carte che hai vinto durante il gioco. Al contrario: perdi tanti punti quanti sono i valori delle carte che sono state giocate alla bottiglia fin dall’inizio del giro. Gli altri, invece, sommano i punti delle loro prese.

Il gioco si svolge in più manche, e chi arriva per primo a 200 punti vince. Ma la vera sfida non è solo accumulare punti: è evitare di finire con il boccino in mano. Ogni volta che scendi sotto un certo prezzo, le carte rimaste diventano sempre più rare e difficili da usare per fuggire dalla maledizione.

C’è una tensione sottile, quasi teatrale: ogni giocatore sa di dover tenere in serbo qualche carta bassa per poter prendere la bottiglia… ma non troppo presto, perché se lo fa, rischia di essere il prossimo a pagarne il prezzo. Il boccino passa da mano a mano come una patata bollente, e chi lo tiene alla fine paga con i punti.

La versione del 2003 aggiunge un tocco speciale: dentro la scatola trovi il racconto originale di Stevenson, in inglese e tedesco, e la bottiglia è una piccola statuetta di legno da tenere sul tavolo. Ma anche le edizioni più vecchie, con la carta ritagliata che si alza come un talismano, trasmettono lo stesso senso di mistero.

È un gioco si spiega in due minuti, ma pieno di scelte astute e momenti di tensione. Non serve essere esperti: basta capire quando passare la bottiglia… e quando lasciarla cadere.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 30 min
  • Età Minima: 10+
  • Complessità: (1.87)

Artisti: Carsten Fuhrmann, Günter Cornett, Jere Kasanen, Rok Kim, Tom Agnetti

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