Nel giugno del 1916, l’Impero russo lanciò l’ultima grande offensiva della sua storia: l’attacco Brusilov. Su un fronte di centinaia di chilometri, decine di divisioni si mossero all’improvviso, sfondando le linee austro-ungariche e costringendo i tedeschi a deviare risorse da Verdun e dal Trentino. È questo il contesto di un gioco che riproduce con precisione la complessità di una campagna militare mai più replicata: un’offensiva vittoriosa, ma non decisiva.
Due giocatori si affrontano: uno comanda le forze russe, chiamate a penetrare profondamente nel terreno nemico e circondare interi corpi d’armata; l’altro guida gli Imperi Centrali, costretti a ritirate ordinate e contromosse tempestive. Il tabellone è suddiviso in esagoni, dove ogni movimento conta, ogni riserva deve essere impiegata con intelligenza.
Vince chi riesce a mantenere l’iniziativa: i russi devono ottenere risultati territoriali e di distruzione sufficienti per spezzare la resistenza nemica; gli austro-tedeschi, invece, devono contenere il disastro senza crollare.
Non è un gioco rapido né semplice, ma offre una profondità strategica rara: ogni mossa ha conseguenze lontane, e la vittoria si costruisce con pianificazione, non con fortuna. Per chi ama la Grande Guerra e i wargame ben progettati, è un classico da non perdere.
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