The Buntu Circus

(1997)
5.6/10 (11 voti)

The Buntu Circus è un gioco da tavolo astratto che mescola strategia profonda, controllo del territorio e una meccanica di potere dinamico in uno spazio visivamente ricco. Progettato da un gruppo di appassionati britannici nel 1997, si svolge su una griglia 14x14 dove ogni casella combina un colore e un simbolo in un pattern simmetrico e armonioso. Il tutto è reso tangibile da componenti curatissimi: dischetti metallici, anelli di gomma morbida e carte che corrispondono esattamente alle caselle del tavolo.

Ogni giocatore riceve otto carte dalla mazzo, ognuna rappresentante una combinazione colore-simbolo presente sul tabellone. Con queste, in turno, può posizionare o rimuovere un proprio dischetto su una delle due caselle corrispondenti alla carta giocata. L’obiettivo è costruire linee di cinque dischetti consecutivi — orizzontali, verticali o diagonali — e bloccarle con gli anelli di gomma. Il numero di linee necessarie per vincere varia a seconda dei giocatori: cinque in due, meno se sono quattro.

Ma qui non si tratta solo di formare linee. Ogni giocatore parte con il controllo su un colore specifico del tabellone, assegnato casualmente all’inizio. Questo potere permette di spostare un dischetto — proprio o avversario — da una casella di quel colore a una adiacente dello stesso colore. E quando riusciamo a completare una linea di cinque, il colore della casella centrale diventa nostro: togliamo il dischetto centrale dall’anello e lo piazziamo su un apposito segnaposto laterale. Chi aveva già quel potere viene spodestato, ma non perde nulla in cambio — solo la sua influenza svanisce.

Il vero ingegno sta nel fatto che una volta acquisito il controllo di un colore, lo si può “bloccare”. Basta posizionare l’anello intorno al dischetto potere sul bordo del tavolo: nessun altro potrà mai più conquistarlo completando una linea. È come se avessi sigillato quel territorio con il tuo marchio.

Le carte giocate vanno in quattro pile di scarto, e quando un mazzo si esaurisce, la pila accanto viene ribaltata per diventare il nuovo mazzo da pesca — senza essere mischiata. Questo introduce una profondità strategica nascosta: puoi accumulare carte specifiche in una pila per forzare gli avversari a raccoglierle, o tenere le tue risorse più utili per i momenti decisivi.

I componenti sono un piacere da maneggiare. I dischetti, pesanti e lucidi, si infilano nei loro piccoli contenitori come pillole; gli anelli di gomma, avvolti in sacchettini di stoffa, scivolano con un lieve sibilo attorno alle linee completate. Il tabellone è un mosaico vivace e preciso, dove ogni simbolo si distingue chiaramente.

The Buntu Circus non è un gioco veloce né semplice. Richiede memoria, anticipazione e adattamento costante. Ma proprio questo lo rende affascinante: ogni partita diventa una danza tra controllo del territorio, manipolazione delle risorse e l’ansia di bloccare prima che qualcun altro ti rubi il potere. Non è un gioco da giocare una volta. È un mondo da esplorare, riga dopo riga, colore dopo colore.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 90 min
  • Complessità: (3.67)

Meccaniche: Costruzione Pattern

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