The Conquerors: Alexander the Great

(2006)
6.2/10 (209 voti)

Nella campagna di un genio militare che cambiò il corso della storia: Alexander the Great. Questo gioco da tavolo ti porta nei deserti dell’Asia Minore e nelle pianure della Persia, dove ogni mossa conta, ogni battaglia pesa, e la vittoria non è mai scontata. Non si tratta di semplici combattimenti: qui devi gestire un esercito che si stanca, una logistica che vacilla, e un regno che minaccia di crollare alle tue spalle.

Non ci sono turni fissi. Il gioco scorre come un fiume in piena, seguendo il ritmo delle campagne storiche: muovi, combatti, rifornisci, negozia — finché non raggiungi la tua meta o Alexander cade. Come Macedone, devi conquistare non solo territori, ma anche l’anima di un impero. Devi mantenere il controllo sulla Grecia, farti riconoscere come Grande Re e far proclamare te stesso divinità. Per farlo, devi completare otto obiettivi complessi: controllare province chiave, fondare Alessandria, assicurarti la fedeltà della famiglia reale persiana, imporre il proskynesis — l’atto di adorazione per prostrazione — e superare tradimenti, rivolte e congiure. Ogni passo è un equilibrio tra forza e astuzia.

Il tuo avversario, se presente, interpreta la Persia: non è una potenza in declino da schiacciare, ma un nemico intelligente che sfrutta il terreno, le ribellioni locali e i tuoi errori per rallentarti. Ha risorse limitate, ma sa aspettare. E mentre tu avanzi, la tua armata si logora: soldati muoiono, i rifornimenti si esauriscono, i generali litigano. Le carte non guidano il gioco come in altri wargame: sono eventi storici che emergono naturalmente — un eccesso di vino che paralizza l’esercito, la presenza ingannevole di Bagoas, una rivolta degli Spartani, o persino un matrimonio collettivo per legare le culture. Ogni carta è un’opportunità, ma anche un rischio.

Il sistema di combattimento è profondo e realistico: non conta solo il numero dei soldati. La morfologia del terreno, la stanchezza delle truppe, l’umore dei comandanti e persino il clima influenzano ogni scontro. Anche una vittoria può lasciarti con un esercito ridotto a uno scheletro, incapace di proseguire senza mesi di riposo. E se Alexander muore? La partita finisce. Non c’è rimedio.

Il gioco si sviluppa su una mappa dettagliata che copre l’intero percorso dalla Macedonia fino all’India, con hexagoni che rappresentano 150 miglia. Le unità vanno dai distaccamenti alle armate intere, e ogni contatore ha un peso storico preciso. Con 55 carte evento, tre dadi e una regolamentazione accurata ma chiara, il gioco richiede circa quattro ore — perfette per una sessione impegnativa da due giocatori, o per un’esperienza solitaria intensa.

Non è un gioco che ti abbaglia con effetti speciali. È un viaggio lento, pesante, autentico. Un gioco dove la grandezza di Alessandro non sta nei suoi trionfi, ma nella sua fragilità — e nel modo in cui devi proteggerla.

  • Giocatori: 1-2
  • Durata: 240 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (2.82)

Artisti: Knut Grünitz, Mark Mahaffey, Mark Simonitch, Mike Lemick, Rodger B. MacGowan

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