The Cultivation Game

(1997)
4.8/10 (5 voti)

The Cultivation Game è un gioco da tavolo strano, divertente e leggermente folle, nato nel 1997 per raccontare l’economia informale della coltivazione di marijuana in British Columbia. Non è un simulatore realistico, né una satira mordace: è un gioco che prende sul serio il suo tema – e lo fa con un sorriso sornione.

Ogni giocatore parte con un’auto, sei piante e 9.000 dollari in contanti. Il gioco si snoda attraverso tre stagioni, ciascuna rappresentata da una carta che determina il ritmo delle azioni: clima, opportunità e imprevisti. Ogni turno, giri una carta stagionale e due carte “Daily Grind” – piccole sorprese che possono farti perdere un raccolto per via di cervi, elicotteri della polizia o semplicemente un vicino troppo curioso. Devi muoverti tra i luoghi: in città puoi allestire coltivazioni indoor, pagando affitto e investendo attrezzature; fuori, nei boschi o sui pendii, costruisci le tue piantagioni all’aperto, più economiche ma esposte al rischio di essere scoperte o rubate. Le operazioni interne producono raccolti regolari, piccoli ma costanti; quelle esterne danno grandi rendite, ma solo una volta l’anno – e devi andare a raccoglierle tu, spesso mentre gli altri giocatori sono proprio lì, pronti a farti concorrenza.

Tra un ciclo e l’altro, paghi le bollette, acquisti attrezzature o vendi ciò che non ti serve. Puoi anche denunciare i rivali: se qualcuno ha una piantagione scoperta, puoi spifferare alla polizia per guadagnare 3.000 dollari in contanti – un gesto sleale ma molto redditizio. Non c’è guerra aperta tra giocatori, ma c’è un sottile gioco di alleanze e tradimenti: chi ti aiuta a raccogliere il tuo raccolto lontano da casa? Chi ti affitta attrezzature in cambio di una percentuale?

Alla fine dell’ultimo ciclo, conti tutto ciò che hai: le piante raccolte, l’attrezzatura ancora funzionante, i soldi in cassa. Poi paghi tutti i debiti e le multe accumulate durante la partita. Il vincitore non è chi ha coltivato di più, ma chi ha gestito meglio il denaro, i rischi e le relazioni.

Cosa rende questo gioco speciale? Non sono le meccaniche – che ricordano quelle di un semplice gioco agricolo. È il contesto: una storia fatta di piccoli crimini, fortuna, burocrazia nera e un’ironia sottile che trasforma l’economia illegale in un sistema quasi normale. Le regole parlano apertamente di legalizzazione, con toni da pamphlet libertario. Eppure il gioco non ti chiede di scegliere un fronte: ti lascia solo con i tuoi soldi, le tue piante e la tua auto, a decidere cosa vale la pena rischiare.

È un gioco che sembra leggero, ma nasconde una riflessione silenziosa su ciò che consideriamo illegale – e perché. E se ti capita di trovarlo in un negozio dell’usato per tre euro e mezzo… beh, non lo lasciare lì. È più interessante di quanto sembri.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 120 min
  • Complessità: (2.00)
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