Immagina di essere un detective in una caccia al tesoro ispirata al romanzo più famoso del mondo. The Da Vinci Code Board Game ti porta tra i luoghi iconici della storia e dell’arte, dove ogni indizio nasconde una chiave per svelare un mistero. Non serve essere un esperto di simboli o codici: basta curiosità, memoria e un po’ di intuito.
Il gioco si svolge in due fasi. Prima, tutti i giocatori muovono il proprio pedone attorno a una mappa ricca di luoghi famosi – la Biblioteca, il Louvre, le stanze segrete – lanciando un dado e cercando indizi nascosti su carte speciali. Ogni indizio è diverso: alcuni richiedono uno specchio per leggere lettere al contrario, altri una scatola decodificatrice da posizionare con precisione sopra l’immagine, o ancora un riddle da risolvere a mente. Alcuni indizi ti costringono a correre verso il centro della tavola: qui puoi pescare carte dalla biblioteca o osservare per soli 30 secondi un dipinto del Louvre, cercando tra i dettagli la parola che ti manca. E se hai fortuna, trovi una carta Taxi che ti fa saltare tre caselle, oppure una scheda computer: con quella puoi dare un’occhiata veloce agli appunti di un avversario, rubando un indizio prezioso.
Quando pensi di aver capito la frase segreta – quella misteriosa combinazione di parole che lega tutti gli indizi – corri al centro e annuncia la tua risposta. Se sei giusto, vinci 5 punti bonus e passi alla seconda fase: un quiz basato sulle informazioni raccolte durante il gioco. Cinque domande, una per ogni indizio scoperto. Ogni risposta esatta vale 5 punti; se le azzecchi tutte, ne aggiungi altri 5.
Ma attenzione: chi ha lasciato in mano carte Taxi o Computer alla fine del giro perde punti. Non sono un vantaggio senza costo: usarle ti dà un’opportunità, ma tenerle ti penalizza. Alla fine conta solo il punteggio totale: chi ha raccolto più indizi, risposte corrette e meno carte inutilizzate vince.
Cosa rende questo gioco diverso? Non è una semplice corsa agli indizi. È un mix tra memoria, logica e un po’ di teatro. Devi ricordare cosa hai visto al Louvre, calcolare quando usare la carta computer senza farti beccare, gestire il tempo durante quegli scatti da 30 secondi che sembrano eterni. E poi c’è quella sensazione di scoperta: quando finalmente capisci come funziona quel codice nascosto sotto un dipinto, o quando la frase misteriosa si compone davanti ai tuoi occhi come un puzzle che incastra perfettamente. Non è complicato, non serve essere geni – ma ti fa sentire un po’ Robert Langdon. E a volte, basta così.
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