Nel 1973, gli accordi di Parigi avevano sospeso i combattimenti, ma la pace era fragile. Mentre gli Stati Uniti si ritiravano, il Nord Vietnam preparava il colpo finale: un’offensiva su larga scala per conquistare Saigon e porre fine al conflitto. Tu sei uno dei due comandanti in campo: o guidi l’esercito del Nord, determinato a spezzare la resistenza sudvietnamita, oppure difendi il Sud, con truppe sempre più demoralizzate e un sostegno che svanisce.
Il gioco si svolge su una mappa dettagliata, dipinta a mano, che riproduce le province del Vietnam meridionale: l’Altopiano Centrale in toni rossi e marroni, la Delta del Mekong verde e fertile, venti capitali provinciali disseminate lungo strade e fiumi. Ogni turno rappresenta circa trenta giorni di guerra, per un totale di otto turni che coprono l’estate 1973 fino alla caduta di Saigon nell’aprile 1975. Il Nord muove per primo, poi i giocatori si alternano in quattro fasi: determinazione delle unità disponibili attraverso il lancio di un dado, movimento strategico, combattimento simultaneo e fase di aggiustamento. Durante gli scontri, le forze nello stesso territorio si affrontano senza possibilità di scelta: ogni unità attacca una nemica a caso, e se i difensori vengono sopraffatti, la capitale provinciale cade. Il Nord cerca di prendere il controllo delle province per accumulare pressione; il Sud, invece, deve resistere, ma non solo con le armi. Ogni volta che cinque o più province sono in mano al Nord, i soldati sudvietnamiti cominciano a disertare: lanci un dado per ogni unità rimasta e rischi di perdere intere divisioni senza nemmeno combattere.
La mappa contiene tutte le tabelle necessarie, nessun foglio aggiuntivo da consultare. Il gioco è semplice nella struttura ma profondo nell’impatto: non si tratta solo di movimenti e dadi, ma di un sistema che riflette la fragilità morale del Sud, l’avanzata implacabile del Nord e il peso della guerra psicologica. Non c’è un vincitore per punti o territorio assoluto: vince chi riesce a portare la propria strategia fino alla fine. Il Nord vince se conquista Saigon entro il turno finale; il Sud, invece, deve sopravvivere fino all’ultimo momento, mantenendo almeno una presenza significativa nella capitale.
Questo gioco non celebra battaglie epiche: racconta un crollo. È lento, silenzioso, quasi funebre nelle sue dinamiche. Non ci sono eroi in divisa che salvano la situazione — solo truppe che avanzano, si arrendono o svaniscono. Eppure è proprio questa atmosfera di inevitabilità a renderlo unico: ti costringe a pensare non come a un generale, ma come a qualcuno che osserva il collasso di un paese, e sa che non c’è molto da fare per fermarlo. È un gioco d’epoca, ma anche una riflessione silenziosa su cosa succede quando la guerra finisce senza vincitori.
Nessun prezzo disponibile al momento. Cerca su:
Nessuna recensione ancora. Sii il primo!