Nel 1940, mentre l’Europa bruciava, un gioco da tavolo americano trasformò la paura dei traditori interni in una sfida strategica: The Game of 5th Column Spy Hunters. Due squadre si affrontano in una caccia all'uomo attraverso gli Stati Uniti, dove ogni stato è un tassello di un mosaico segreto da scoprire e controllare.
Una squadra veste i panni dei “Quinta Colonna”, agenti nascosti che devono raggiungere basi militari, aeree o navali per rubare documenti; l’altra è composta dai Cacciatori di Spie, che cercano di intercettarli prima che compiano il colpo. Il movimento non dipende dal caso puro: un disco girevole, con codici diversi per ciascuna fazione, decide quanti passi fare e dove andare. Ogni posizione raggiunta vale punti: i traditori guadagnano quando completano le loro missioni, i cacciatori quando falliscono. Il primo a raggiungere 15 punti vince.
Ma il gioco non finisce qui. Dopo la partita, le due squadre scambiano i propri percorsi e si sfidano in una seconda prova: chi ricorda meglio l’ordine degli stati attraversati e le loro capitali? Risposte corrette portano punti; errori costano il turno. È un test di memoria che trasforma la vittoria in un doppio trionfo: non basta essere abili nell’inseguimento, bisogna anche ricordare ogni dettaglio del viaggio.
Questo gioco è più di una semplice battaglia tra spie e cacciatori. È un’esperienza che mescola strategia, geografia e psicologia, in un’epoca in cui il nemico poteva essere chiunque. E se la guerra era reale, questo gioco rendeva l’ossessione per la sicurezza qualcosa di giocabile — e forse, proprio per questo, più memorabile.
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