The Game of Nations

(1973)
5.3/10 (289 voti)

Nel cuore del deserto, tra paesi fittizi e riserve d’olio inestimabili, si gioca una partita di potere più sottile delle armi: The Game of Nations. È un gioco dove non vince chi attacca per primo, ma chi sa gestire l’incertezza, costruire alleanze e tenere i propri flussi energetici in movimento.

Ogni giocatore rappresenta una superpotenza che cerca di assicurarsi il petrolio attraverso otto nazioni del Medio Oriente. Alcune controllano porti, altre sono terra dentro terra: per trasportare l’olio fino a casa devi avere un leader amico nel governo di ciascun paese coinvolto. I tuoi agenti — re, politici, dittatori o ribelli — si muovono sulla mappa con punti azione limitati, e non tutti costano lo stesso: quelli che stabilizzano il potere sono più cari di quelli pronti al colpo di stato. Ogni leader ha un valore diverso per l’olio trasportato: un re o un politico garantisce guadagni più stabili, mentre un dittatore o un ribelle è rischioso ma utile per forzare il controllo.

Oltre ai leader, c’è una rete di agenti segreti che agiscono in silenzio. Possono bloccare i movimenti avversari, occupare spazi misteriosi e attivare carte evento: metà sono favorevoli, l’altra metà possono mandarti all’aria. Ma solo chi ha il paese più stabile può sfruttarle davvero. È qui che la strategia si fa sottile: non basta conquistare, bisogna mantenere.

Il canale centrale è cruciale: se sei su un oceano e devi prendere petrolio dall’altro lato, quel passaggio diventa il tuo tallone d’Achille. Senza di esso, devi costruire pipeline attraverso i paesi interni — una rete complessa che richiede tempo, risorse e fiducia.

Il gioco non è un conflitto diretto: attaccare troppo presto o con troppa violenza ti lascia vulnerabile. La vittoria non si misura in territori conquistati, ma in petrolio trasportato, stabilità mantenuta e rischi evitati. Chi riesce a bilanciare pressione e pazienza, spionaggio e diplomazia, sopravvive.

Non c’è un vincitore assoluto alla fine: il gioco finisce quando uno dei giocatori si trova senza risorse o senza possibilità di muoversi. Ma chi ha costruito la rete più solida, chi ha saputo aspettare e agire al momento giusto, è quello che lascia il segno — anche se non lo sa ancora. The Game of Nations non ti fa vincere: ti insegna a non perdere.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 120 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (2.17)
Dove Acquistare

Nessun prezzo disponibile al momento. Cerca su:

Recensioni (0)

Nessuna recensione ancora. Sii il primo!

Lascia una Recensione