Ogni casella rappresenta una nazione o una posizione chiave. Atterrare su una colonia ti permette di piazzare un soldato; se torni lì, ottieni un consolato e la relativa carta-paese. I paesi indipendenti regalano subito una colonia, ma attenzione: se qualcun altro arriva prima di posizionare il tuo consolato, i tuoi soldati possono essere catturati. Per spostarti più velocemente, devi attraversare il “Ponte delle Bandiere”, al centro del tabellone: solo atterrando su due nazioni neutre puoi guadagnare una nave da guerra o un bombardiere, che ti danno potenza per conquistare posizioni strategiche. Normalmente si muove in senso orario, ma se controlli una di queste posizioni chiave, puoi cambiare direzione a tuo piacimento.
Ogni tanto, atterrando su uno spazio “Isolamento”, peschi una carta che può cambiare le carte in tavola: alleanze temporanee, blocchi navali o vantaggi imprevisti. Il gioco non finisce con la sconfitta di un avversario, ma quando qualcuno riesce a piazzare i suoi dieci consolati. Allora si conta il valore delle carte raccolte, dei soldati e mezzi militari catturati: chi ha più punti vince.
Questo gioco non è una guerra aperta, ma un equilibrio sottile tra espansione, difesa e opportunità. Le mosse sembrano semplici, ma ogni lancio di dado può ribaltare il potere. È un viaggio nel mondo prebellico, dove l’impero non si costruisce solo con le armi, ma con la capacità di sfruttare i momenti giusti e tenere a bada gli avversari. Un gioco da tavolo che sa raccontare una storia: quella del potere, dei suoi costi e delle sue regole invisibili.
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