The Hunt

(1991)
7.2/10 (17 voti)

Nel futuro distopico di *The Hunt*, lo spettacolo più popolare non si vede in tv: si gioca su un tavolo. Un labirinto disegnato su carta diventa l’arena dove criminali, innocenti e cacciatori si scontrano in una corsa alla sopravvivenza, mentre il pubblico – cioè i giocatori – puntano sui propri personaggi per guadagnare punti con azioni spettacolari: uccidere la volpe, morire con stile o lanciare battute taglienti. È come se *Running Man* si fosse trasformato in un gioco da tavolo fatto di carta, dadi e immaginazione.

Ogni giocatore crea il proprio cacciatore: sceglie armi, armature, decide chi è prima ancora che la partita cominci. Un’introduzione ben scritta vale punti già all’inizio. Poi si entra nell’arena. I turni scorrono veloci: muoversi, mirare, ricaricare l’arco o attaccare – due azioni per turno, decise dall’iniziativa. Il combattimento è rapido ma teso, con i dadi che decidono chi colpisce e chi cade. E c’è sempre qualcuno da eliminare: la Volpe, controllata dal referee, l’unica figura neutrale che gestisce il gioco, assegna punti e commenta le azioni come un presentatore da reality crudele.

Vince chi accumula più punti alla fine. Ma non basta uccidere: bisogna essere memorabili. Morire con onore? Punti. Fare una battuta che fa ridere tutti? Ancora punti. Il gioco premia l’improvvisazione, il charme e la capacità di trasformare un semplice scontro in uno spettacolo.

Non c’è niente di elegante qui: regole stampate su fogli A4, contatori da ritagliare, un labirinto disegnato a mano. Ma proprio per questo è autentico. È il gioco che ti costringe a inventarti una storia prima ancora di tirare il dado. E se qualcuno muore? Non importa: l’arena aspetta il prossimo cacciatore, e con lui un altro spettacolo da vedere.

  • Giocatori: 2-6
  • Durata: 120 min
  • Età Minima: 10+
  • Complessità: (1.67)

Artisti: Bryce Nakagawa, Michael Wilson

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