The Rose King è un gioco da tavolo elegante e strategico per due giocatori, dove l’antica guerra tra le casate di Lancaster e York si trasforma in una danza silenziosa su una griglia quadrata. Niente soldati, niente battaglie epiche: solo pedine, carte e un intuito fine come quello di un condottiero che calcola ogni mossa.
Ogni giocatore ha in mano un insieme di carte scoperte, ognuna con una direzione e una distanza da percorrere. Al proprio turno, puoi pescare una nuova carta oppure giocarne una: sposti il pedone centrale di quel numero di caselle, lo fermi su uno spazio vuoto e posizioni un tuo segnalino. Ma attenzione — i tuoi avversari hanno anche dei gettoni giudice, da usare una sola volta ciascuno. Con uno di questi, puoi saltare sopra un segnalino nemico, ribaltarlo e trasformarlo in tuo. È un colpo teatrale, ma rischioso: se ti ostini a tenere troppe carte in mano, sarai costretto a giocarne una anche se non vuoi.
La vittoria va al giocatore che controlla le aree più grandi: ogni gruppo di segnalini uniti conta come il quadrato del loro numero. Un blocco di tre? Nove punti. Uno di quattro? Sedici. E qui sta la magia: non basta espandersi, devi costringere l’altro a sbagliare, a farti spazio, a regalarti un’opportunità per ribaltare il suo dominio.
Pubblicato originariamente come Texas e poi rivisitato da Kosmos nel 1999 con il nome Rosenkönig, questo gioco nasconde una profondità sorprendente sotto un aspetto semplice. Trenta minuti, regole chiare, partite intense. Perfetto per chi ama i giochi che non ti stancano ma ti tengono col fiato sospeso fino all’ultima mossa.
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