The Salt Birds of Akarah è un gioco da tavolo strano e affascinante, nato nel 1989, dove uccelli volanti si contendono cristalli di sale in un mondo surreale tra scienza fiction e follia creativa. Ogni giocatore controlla una colonia di uccelli che devono raccogliere i cristalli sparsi sulla mappa e riportarli alla propria base, ma non è tutto così semplice: lungo il percorso, puoi bloccare gli avversari con cristalli artici, colpirli con raggi laser o sfidarli in un bizzarro gioco delle abitudini negative.
I pezzi si muovono da punto a punto sulla mappa, e ogni volta che atterri su una casella con un cristallo di sale, lo raccogli. Ma per vincere non basta portare i cristalli a casa: devi anche liberarti delle tue “cattive abitudini”, rappresentate da dischetti segnati con etichette come “avido”, “scortese” o “imprudente”. Per sbarazzartene, devi indovinare quali dischi gli altri giocatori tengono nascosti, in una sorta di sfida psicologica a carte coperte.
Il gioco mescola abilmente movimento strategico, conflitto diretto e un meccanismo di bluff che lo rende imprevedibile. Non si tratta solo di chi raccoglie più sale: è chi riesce a gestire meglio le proprie debolezze mentre ostacola gli altri.
Pur essendo un gioco d’epoca, The Salt Birds of Akarah conserva un charme unico: il suo mix tra azione, logica e assurdità lo rende diverso da tutto ciò che hai mai giocato. È un gioco che non ti chiede di essere serio, ma di essere creativo — dove ogni mossa può trasformarsi in una battaglia o in uno scambio di sguardi carichi di malizia.
Con brevetti e meccaniche insolite, è un pezzo da collezione per chi ama i giochi che non si dimenticano facilmente. E forse, proprio per questo, continua a stupire ancora oggi.
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