Thirty Years War: Europe in Agony, 1618-1648

(2001)
6.9/10 (707 voti)

Nel cuore dell’Europa del XVII secolo, un impero vacilla. La Germania, frammentata in centinaia di principati, vescovadi e città libere, è il teatro di una guerra che non riguarda solo fedi ma potere, territori e l’anima stessa dell’Europa. Nel 1618, i protestanti si ribellano all’autorità cattolica dell’Impero Asburgico; in risposta, Vienna mobilita le sue truppe, mentre Spagna, Francia, Svezia e Danimarca entrano nel conflitto per difendere i propri interessi. Trent’anni di battaglie, tradimenti e devastazioni si snodano tra le foreste della Boemia e le pianure del Reno, fino al 1648, quando la pace di Vestfalia ridisegna il continente.

Thirty Years War ti porta in questo caos con un sistema raffinato ereditato dai grandi classici di GMT: Paths of Glory e Wilderness War. Due giocatori si contendono il destino dell’Europa: uno guida le forze protestanti — Svezia, Danimarca, i principati tedeschi ribelli e la Francia, che agisce in ombra; l’altro comanda gli imperi cattolici — l’Impero Asburgico, la Baviera e la Spagna, con la Saxonia che può cambiare schieramento a seconda del vento politico. Ogni turno copre due anni di storia, e il ritmo è dettato da un mazzo di 55 carte per giocatore: ogni carta offre scelte strategiche — muovere armate, reclutare nuove unità, accumulare risorse o attivare eventi storici come l’entrata in guerra della Svezia o la morte di Gustavo Adolfo. Le carte non sono solo azioni: sono il cuore pulsante del conflitto, che costringe a pianificare con flessibilità e ad anticipare le mosse dell’avversario.

Le armate si muovono su una mappa punti-collegati, dove ogni spostamento logora il territorio. Le regioni diventano sempre più povere: i villaggi saccheggiati non producono più cibo, le strade sono distrutte e l’approvvigionamento diventa un incubo. Per tenere in piedi un esercito, devi pagarlo — con punti di sostegno che si accumulano lentamente, come i RPs dei giochi di GMT. Un esercito non pagato diserta o si ribella; un generale senza risorse è un cadavere ambulante. I combattimenti si risolvono con dadi e tabelle, ma il risultato dipende da posizione, leadership, morale e condizioni del terreno: una battaglia vinta può costarti più di quanto guadagni.

Il gioco offre quattro scenari — dalla campagna completa su 14 turni agli episodi più concentrati come l’Intervento o l’Apocalisse — per adattarsi al tempo a disposizione. Ogni partita è un esperimento storico: puoi far sopravvivere Gustavo Adolfo, impedire all’Inghilterra di restare neutrale, costringere la Francia a schierarsi prima del previsto o riconquistare l’Impero per i cattolici. La pace di Vestfalia non è un finale scritto: è una possibilità da sfidare.

Con 456 contatori colorati, una mappa dettagliata e un sistema che equilibra realismo storico e fluidità di gioco, Thirty Years War non è solo un wargame. È un viaggio attraverso il momento in cui l’Europa smise di essere un impero e divenne un insieme di nazioni in competizione. Non ti chiede di vincere a tutti i costi: ti chiede di capire cosa valeva la pena combattere, e chi pagò il prezzo più alto.

  • Giocatori: 1-2
  • Durata: 360 min
  • Età Minima: 14+
  • Complessità: (3.16)

Artisti: Mark Simonitch, Rodger B. MacGowan

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