Tiddledy Winks è un gioco diretto ma pieno di charme: piccoli dischetti lisci da lanciare in un bicchiere con un colpo ben calibrato. Niente elettronica, niente carte, solo una superficie piana, un po’ di feltro e due tipi di dischi — i “winks” da lanciare e il più grande “tiddledy”, che serve da leva per farli volare. Basta appoggiare un wink sul feltro, premere con l’estremità del tiddledy e lasciarlo scattare in aria: se atterra dentro il bicchiere, sei a segno. Se cade nella zona circostante, prendi qualche punto meno. Ogni colpo è una piccola sfida di precisione, un mix tra destrezza e fortuna che ti tiene con lo sguardo fisso sulle traiettorie dei dischetti.
Si gioca da soli o in sei, a turno o in contemporanea: non importa. Puoi decidere di giocare per un numero fissato di manche — chi ha più punti alla fine vince — oppure partire fino a raggiungere una certa soglia, e il primo che la supera è il campione. Il gioco dura dieci minuti al massimo, perfetto per una pausa tra un compito e l’altro, o per far divertire i più piccoli con qualcosa di fisico e immediato.
Nel 1888 Joseph Assheton Fincher brevettò la versione ufficiale, e presto il gioco divenne un successo in tutta l’Inghilterra. Tanti ne copiarono le regole con nomi come Spoof o Flutter, tanto che i produttori originali dovettero avvertire: “Attenzione alle imitazioni”. Ma non serviva una scatola di lusso per divertirsi — bastava un bicchiere, qualche dischetto e la voglia di giocare. Oggi Tiddledy Winks è un classico dimenticato che merita di essere riscoperto: un gioco che ti fa sorridere mentre impari a controllare il movimento con una semplice pressione del polso.
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