Nel deserto libico, a novembre del 1941, l’ottava armata britannica sferra un colpo inaspettato: cinquecento carri si muovono alle spalle di Rommel, cercando di spezzare la Panzerarmee. È l’inizio della battaglia di Sidi Rezegh, uno degli scontri più cruenti del teatro nordafricano.
Totensonntag ti porta in prima linea con un sistema diretto ma profondo: muovi unità su una griglia esagonale, gestisci i punti movimento, lanci dadi per risolvere gli scontri. Ogni turno rappresenta un giorno, ogni esagono circa cinque chilometri; le unità vanno dal battaglione alla divisione, con dettagli realistici ma senza appesantire il gioco.
Due giocatori si affrontano: uno comanda i britannici, l’altro i tedeschi. L’obiettivo è controllare le posizioni chiave prima che scada il tempo o logorare l’avversario fino a farlo cedere. La partita dura un paio d’ore, con regole chiare su una guida di otto pagine e aiuti visivi per non perdere la strada tra i combattimenti.
Il gioco è pensato per essere giocato in due, ma funziona bene anche da soli: il sistema ti costringe a prendere decisioni difficili, senza mai far sentire l’esperienza meccanica o ripetitiva. Le mappe colorate e i contatori ben fatti rendono ogni mossa tangibile, mentre la tensione cresce con ogni lancio di dado. Non è un simulatore da laboratorio: è un gioco che ti fa sentire il peso della battaglia, senza bisogno di ore per impararlo.
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