Triapon è un gioco astratto per tre giocatori, nato nel 1999 e pensato per chi ama le strategie pulite e gli schemi che si costruiscono lentamente. Si gioca su una tavola triangolare composta da 45 buchi disposti in nove righe: la base ha nove spazi, il vertice uno solo. Ogni giocatore ha nove pedine, tutte di un colore diverso, e la partita inizia con una fase di posizionamento. A turno, ciascuno piazza una pedina su un buco libero finché tutti i pezzi non occupano il campo.
Una volta completata questa fase, si entra nel cuore del gioco: ogni mossa consiste nello spostare una propria pedina verso un buco adiacente vuoto. L’obiettivo è formare “triadi” — tre pedine allineate in linea retta. Ma qui non basta collegarne tre vicine: la magia di Triapon sta nel fatto che le linee possibili sono tre tipi. C’è la triade corta, tra buchi consecutivi; quella media, con un salto intermedio; e quella lunga, dove i pezzi sono separati da due spazi vuoti. Ogni volta che ne formi una — e solo se è nuova, non basta allungare una già esistente — puoi rimuovere una pedina di uno degli avversari.
La scelta su quale pedina eliminare segue regole precise: dev’essere un pezzo vulnerabile. Non può far parte di una triade valida, oppure deve essere l’unica a sostenere una formazione che si spezzerebbe comunque se lo togliessi. E non puoi toccare le pedine dell’avversario con meno marce: chi ha più pezzi in gioco è il primo bersaglio.
Quando un giocatore rimane con solo tre pedine, guadagna un potere speciale: può muovere una sua pedina da qualsiasi punto della tavola a un buco vuoto, senza dover rispettare la vicinanza. È l’equivalente del “volare” di altri giochi simili. Ma attenzione: non appena ti riduci a due pezzi, sei fuori. Il vincitore è chi riesce a eliminare entrambi gli avversari portandoli a due pedine ciascuno.
Triapon non sembra complesso all’inizio, ma la sua geometria triangolare nasconde una profondità sottile. Le linee di attacco e difesa si intrecciano in modi imprevedibili: un pezzo che sembra isolato può essere l’ancora di due triadi diverse, mentre un movimento apparentemente innocuo può distruggere la struttura avversaria con una mossa a catena. La tavola stessa è un oggetto curato: nella versione classica, in legno multistrato, si chiude come una piramide per conservare le 30 sfere di vetro — dieci per colore — che formano il set completo. C’è anche una versione più semplice su cartone, con la stampa del Monte Cervino, che ne fa un oggetto da collezione.
Non è un gioco veloce né rumoroso. È silenzioso, calcolato, e richiede di pensare due passi avanti — non solo per attaccare, ma anche per proteggere le tue linee prima che qualcuno le spezzi. E quando finalmente riesci a chiudere una triade lunga con un movimento perfetto... è come vedere la geometria del gioco rivelarsi davanti ai tuoi occhi.
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