Sul pianeta Znorf, due fazioni di creature strane si odiano a morte: i Gnorfs e i Pnorfs. Non sono esattamente belli, non sono nemmeno molto intelligenti, ma hanno un’arma potentissima: l’umorismo. E una pila di carte che trasformano il campo da battaglia in un caos colorato e imprevedibile. UWO è un gioco dove ogni mossa può sembrare assurda… fino a quando non ti fa vincere.
Il campo di guerra non è un tabellone, ma una griglia fatta dalle tue carte energia: sei carte disposte in fila davanti a te, e altrettante dal tuo avversario, perpendicolari alle tue. Tra queste due file nasce il terreno di scontro, dieci caselle dove si muovono i tuoi UWO — piccole creature armate fino ai denti. Ognuno ha dieci unità da schierare in due righe: c’è chi va a piedi nudi, chi si nasconde in bunker, chi cavalca bestie strane e chi porta un bazooka che fa tremare il suolo. Ma attenzione: ogni azione costa energia. Camminare, sparare, morfare… tutto ha un prezzo. E tu hai solo sei punti per turno.
Quando le tue energie finiscono, il tuo turno termina — ma se l’avversario ne ha ancora, lui continua a giocare. Senza pause. Un’altra mossa. E un’altra ancora. È qui che i piccoli UWO economici diventano terribili: possono muoversi tre volte di fila, sparare, cambiare forma… e farti saltare il cuore. Per questo non sempre la forza bruta vince. A volte è meglio avere un soldato da due punti che sa dove mettere i piedi.
Le carte sono il tuo segreto. Ogni turno puoi pescarne fino a tre, ma il mazzo ha solo ventuno carte — e nove di queste sono “mancate”. Sono le tue scappatoie: quando ti sparano addosso, giochi una carta mancata e il colpo va a vuoto. Ma attenzione: se ne usi troppe, l’avversario lo capisce. E quando non hai più carte mancate… ogni suo colpo è un colpo sicuro. A quel punto, o cambi strategia, o sei finito.
La vera magia sta nel morfare. Con un solo punto energia, puoi sovrapporre una carta alla tua unità in campo e trasformarla in qualcos’altro. Un Gnorf da combattimento diventa un bunker? Ora è immune agli attacchi diretti. Una creatura vulnerabile si trasforma in un laser? Ecco, ora può colpire a distanza. Ma se il tuo avversario ha una carta che neutralizza i laser… allora devi essere più furbo. Forse ti serve un’esplosione, ma attenzione: la dinamite è unica per ogni giocatore e si autodistrugge dopo aver sparato. E quel bazooka? Potente, sì — ma una volta usato resta fuori combattimento fino al tuo prossimo turno.
Ogni unità ha debolezze e protezioni incrociate: il carro armato resiste ai pugni, il bunker blocca i colpi diretti, la dinamite cancella tutto… ma non te ne puoi fidare. Il gioco è un continuo indovinello di contromosse. Devi leggere le carte dell’avversario, prevedere cosa morferà, e tenere in mano le risposte giuste — senza esaurire l’energia.
La partita finisce quando uno dei due perde tutti i suoi UWO sul campo. Non importa se hai ancora carte o energia: se non hai più unità in gioco, sei fuori. E il bello è che puoi vincere anche con pochissime risorse: un’unità ben posizionata, una carta mancata al momento giusto, una trasformazione improvvisa… tutto può cambiare in un attimo.
UWO non è un gioco da strategi seriosi. È un gioco per chi ride mentre il suo bazooka esplode e si ritrova senza armi. Per chi sorride quando l’avversario crede di averti sconfitto, ma tu hai appena morfato il tuo soldato in un bunker e gli stai sparando con una mitragliatrice da sotto la terra. È leggero, veloce, pieno di colpi di scena — e ogni partita è diversa perché le carte cambiano sempre. Non ti dice cosa fare: ti lascia scegliere tra il caos e la follia… e a volte, proprio lì, nasce la vittoria.
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