Vampire: The Eternal Struggle

(1994)
7.3/10 (2,498 voti)

Vampire: The Eternal Struggle è un gioco da tavolo dove i giocatori incarnano antichi vampiri, noti come Methuselahs, che manipolano le ombre per dominare una società segreta fatta di tradimenti, alleanze instabili e guerre silenziose. Non si tratta solo di combattere: è un gioco di potere, in cui ogni mossa può trasformare un alleato in un nemico mortale.

Ogni giocatore controlla una corte di vampiri più giovani, i propri servi, che agiscono come pedine viventi nei suoi piani. Per reclutarli, devi spendere il tuo pool: una risorsa preziosa che rappresenta la tua influenza e il tuo potere vitale. Più ne usi per convincere un vampiro a unirti, più ti avvicini al limite — perché se lo esaurisci del tutto, sei fuori dal gioco. Ma quel pool non serve solo a reclutare: una volta che un servo è tuo, diventa una fonte di sangue, l’energia necessaria per attivare poteri sovrannaturali, muovere azioni o difenderti dagli attacchi. Gestire questa doppia risorsa — il pool da spendere e il sangue da distribuire tra i tuoi servi — è la chiave per sopravvivere.

Il gioco non si svolge in un caos generale, ma in una danza precisa: ogni giocatore attacca quello alla sua sinistra e difende da quello alla sua destra. Questo sistema crea un equilibrio teso, dove il tuo vicino di sinistra è la tua preda, ma chi ti sta a destra è il tuo predatore. Se riesci ad abbattere la tua vittima, guadagni punti vittoria e diventi automaticamente l’obiettivo del giocatore che prima attaccava lui. Ma qui sta il tranello: se aiuti troppo chi ti circonda per tenere a bada i tuoi nemici, potresti costruire un mostro. E quando quel tuo alleato si gira e diventa il tuo nuovo predatore, la tua generosità gli ha dato le armi per ucciderti.

Le carte non sono semplici azioni: sono strumenti flessibili che possono servire a più scopi. Non c’è bisogno di carte risorsa come in altri giochi da collezione; ogni carta giocata viene immediatamente sostituita, e la vera abilità sta nel sapere quando scartare una carta per migliorare il tuo mazzo, piuttosto che accumularne troppe. Il ritmo è lento, strategico, quasi teatrale: ogni turno richiede valutazioni lunghe, calcoli di rischio e un’attenzione costante alle mosse degli altri.

Il gioco dura in media due ore — non perché sia pesante, ma perché ogni decisione ha peso. Un vampiro che hai reclutato con fatica potrebbe essere assassinato da un colpo improvviso; una legge votata per indebolire il tuo avversario potrebbe tornarti contro; un’alleanza temporanea può diventare la tua rovina nel momento in cui qualcuno decide di tradirti. Non c’è vincitore assoluto: vince chi accumula più punti vittoria, anche se è stato già eliminato.

Vampire: The Eternal Struggle non è un gioco per tutti. È per chi ama le dinamiche sociali complesse, i giochi dove il bluff e la psicologia contano quanto le carte in mano. È per chi vuole giocare a una guerra di potere che si svolge tra sorrisi, silenzi e occhiate cariche di minacce. Non c’è un solo modo per vincere: puoi dominare con la forza, manipolare con l’influenza o aspettare che gli altri si distruggano a vicenda.

Progettato da Richard Garfield — lo stesso creatore di Magic: The Gathering — VTES è nato per correggere alcuni limiti dei giochi di carte tradizionali. E ha mantenuto intatto il suo fascino per oltre trent’anni, grazie a una comunità appassionata che continua a produrre nuove espansioni e organizzare tornei internazionali. Non è un gioco che si dimentica facilmente: una volta entrato nel suo mondo, non puoi più guardare le ombre allo stesso modo.

  • Giocatori: 2-5
  • Durata: 120 min
  • Età Minima: 13+
  • Complessità: (3.41)

Artisti: Doug Alexander, Edward Beard, Jr., John Bolton, Melissa Benson, Rob Alexander

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