Nel 1916, i tedeschi puntavano a spezzare la resistenza francese con un attacco massiccio intorno alla città di Verdun: una strategia pensata per consumare l’esercito nemico fino all’ultimo uomo. Ma la battaglia non finì come previsto — diventò un inferno di trincee, fango e artiglieria che durò dieci mesi.
Il gioco replica questa carneficina con un sistema di mosse su esagoni e combattimenti basati sui dadi. Ogni giocatore comanda una delle due forze: i tedeschi nell’offensiva, i francesi nella difesa disperata. Il movimento è semplice, ma le regole sulle zone di controllo e lo stacking creano tensione strategica. L’artiglieria è il cuore del conflitto — non solo per il potere distruttivo, ma perché ogni colpo consuma munizioni limitate. Devi scegliere quando sparare, quando risparmiare: un errore può lasciarti senza proiettili proprio mentre ne hai più bisogno.
Gli attacchi a piedi vengono lanciati dopo i bombardamenti, e non puoi annullarli anche se le tue truppe sono state ridotte in brandelli. È qui che la battaglia diventa tragica: l’artiglieria nemica può annientare un’offensiva prima ancora che cominci. La logistica conta altrettanto: i rifornimenti scorrono lungo strade e ferrovie, e interromperle è una mossa cruciale per indebolire l’avversario.
Il gioco aggiunge dettagli storici concreti: gli ingegneri tedeschi che aprono passaggi nelle linee nemiche, i palloni da osservazione che guidano il fuoco d’artiglieria, e persino l’uso del gas. I forti intorno a Verdun possono essere ridotti con attacchi mirati, ma non è la presa della città che decide la vittoria — bensì chi riesce a infliggere più perdite all’avversario. È un gioco di attrito, dove ogni soldato perso pesa come una pietra sul bilancio del tuo esercito.
Verdun non celebra il coraggio: lo registra. E in quel registro silenzioso, tra dadi e tabelle dei risultati, trovi la vera essenza della guerra moderna.
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