Dopo la terza guerra meta-galattica, le grandi potenze si trovarono con i loro eserciti spazzati via: oltre il 70% delle flotte distrutte, i confini ridotti all’osso. E così nacque un vuoto pericoloso — e lucrativo. Nelle regioni abbandonate, tra le rotte commerciali senza scorta, emersero i predatori: disertori, criminali, avventurieri che trasformarono la legge in una mera suggestion. Le navi da guerra erano proibite, ma non lo era il contrabbando.
In War of the Star Slavers, tu puoi essere un impero in ginocchio, costretto a proteggere i propri commerci e mantenere l’ordine interno per ricostruire la flotta — o un pirata dello spazio, con una nave malconcia, un equipaggio affamato e il desiderio di arricchirsi prima che ti catturino. Ogni turno costa: carburante, riparazioni, stipendi da pagare. Ma ogni rischio può fruttare fortune enormi: traffico di armi proibite, merci rubate, informazioni segrete. E non c’è regola che non possa essere violata. Alleanze temporanee, tradimenti, scambi con il nemico: tutto è permesso, purché tu riesca a farla franca.
Muoviti su una griglia esagonale, lancia i dadi per risolvere gli scontri e gestisci le tue risorse con carta e penna. Il gioco non ti dice cosa fare — ti lascia decidere se essere un eroe in declino o un criminale che sogna di ritirarsi su un pianeta lontano, con il conto in banca pieno e la caccia alle spalle.
Non è una guerra tra imperi. È un gioco di sopravvivenza, dove chi ha più coraggio — o più fortuna — vince. E nessuno ti chiederà se hai fatto le cose per bene. Solo se sei ancora vivo.
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