Wehrschach è un gioco da tavolo strategico del 1938, nato in Germania durante il periodo nazionalsocialista e pubblicato dalla rivista "Die Wehrmacht". Pensato come una variante militare degli scacchi, mescola l’eleganza di un tabellone a griglia con pezzi ispirati alla guerra moderna: fanteria, carri armati, caccia e bombardieri, oltre a una figura centrale a forma di aquila che rappresenta il cuore dello stato — governo, industria e morale.
Ogni giocatore controlla 18 pezzi in bakelite, disposti su un tabellone 11x11 quadrati. I movimenti sono ortogonali, come negli scacchi, ma con distanze diverse a seconda del tipo di unità: la fanteria avanza di una casella, i carri armati possono muoversi fino a tre case e, unica eccezione, saltare in modo simile al cavallo degli scacchi — senza però superare altri pezzi. Due fiumi e quattro muri bloccano il passaggio alle truppe terrestri, ma non agli aerei.
Per catturare un’unità avversaria serve una doppia minaccia: due tuoi pezzi devono puntarla contemporaneamente. Vincono chi riesce a catturare l’aquila nemica, distruggere tutta la sua fanteria, ridurre il suo potenziale di combattimento o occupare il territorio d’origine dell’avversario.
Il gioco non è semplicemente scacchi con un tema militare: le regole di cattura e i diversi movimenti creano una tensione strategica più profonda, dove ogni mossa richiede pianificazione e attenzione ai contatti tra unità. Il tabellone, tagliato da corsie e ostacoli, trasforma la battaglia in un’operazione logistica complessa. È un gioco raro, quasi sconosciuto oggi, ma che offre una visione affascinante di come la guerra fosse vista attraverso il prisma del gioco da tavolo negli anni Trenta.
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