Due potenze si fronteggiano: l’Impero Asburgico, con le sue truppe ben equipaggiate e la sua rete di alleati, contro una coalizione di protestanti, francesi e principi tedeschi che cercano di spezzare il suo dominio. Ogni turno rappresenta un anno, e ogni esercito è un’entità viva, fragile, capace di vincere battaglie ma anche di dissolversi sotto la fame, la peste o l’inverno.
Il gioco si svolge su una mappa dettagliata che abbraccia dall’Italia settentrionale alla costa baltica, attraverso le terre dei Paesi Bassi, della Germania e della Polonia. Ogni esagono copre 48 chilometri, e il terreno – montagne, fiumi, foreste – influenza ogni movimento e ogni combattimento. Le unità sono rappresentate da contrassegni che nascondono la loro forza: sul davanti c’è solo un simbolo generico; la vera potenza è nascosta dietro, rendendo ogni scontro una sfida tra incertezze e intuizioni. I leader, con i loro effetti speciali, guidano le armate ma possono rimanere feriti o morire in battaglia, cambiando il corso della guerra.
Il ritmo del gioco è scandito da fasi ben definite: paghi le truppe, recluti nuove unità, piazzi i tuoi comandanti. Poi arriva l’evento annuale – una carestia in Boemia, un tradimento in Sassonia, la morte di un sovrano – che può ribaltare gli equilibri. La fase d’iniziativa decide chi muove per primo: il giocatore che sceglie di agire per primo non sa cosa farà l’avversario, e viceversa. I movimenti si pianificano simultaneamente, poi si svelano insieme, creando tensione in ogni passo. Combattimenti campali e assedi seguono tabelle precise ma intuitive: i dadi decideranno il destino delle armate, ma la posizione, le trincee e l’artiglieria pesante faranno la differenza.
La vittoria non si misura solo in territori conquistati. Devi accumulare punti di vittoria controllando città chiave, mantenendo il flusso delle risorse e impedendo all’avversario di raggiungere i suoi obiettivi strategici. Le aree devastate diventano “barren” – terre inaridite che non producono più nulla – e devi gestire la ricostruzione, l’occupazione e il mantenimento degli assedi durante l’inverno, quando le truppe perdono forza per il freddo e la fame.
Con 200 contrassegni colorati, tre scenari diversi (1618, 1630 o 1636) e un sistema di logistica che tiene conto di ogni dettaglio – dal pagamento delle truppe alla gestione dei rifornimenti – With Fire and Sword non è solo un wargame: è una simulazione profonda della guerra come fenomeno sociale, economico e politico. Non serve essere esperti per iniziare, ma ci vuole pazienza per padroneggiarlo. E quando finalmente riesci a orchestrare un’offensiva ben pianificata, o a sopravvivere a una campagna disastrosa grazie a una mossa audace… allora capisci perché questa guerra, e questo gioco, continuano ad affascinare ancora.
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