Zatre è un gioco di strategia numerica che trasforma i semplici punti dei dadi in una danza di calcoli e previsioni. Nato nel 1990 come “Zahlen & Treppen”, ovvero Numeri e Gradini, si presenta con 121 tessere contrassegnate da uno a sei punti — come i lati di un dado classico — più una tessera extra con un solo punto. Il campo di gioco è una griglia dove ogni giocatore, a turno, posiziona due tessere per estendere linee orizzontali o verticali, costruendo sequenze che sommate diano 10, 11 o 12 punti.
Ogni linea completa vale punti: 1 per il totale di 10, 2 per l’11 e 4 per il massimo di 12. Ma non basta segnare: sul proprio tabellone personale bisogna coprire le caselle corrispondenti ai punteggi realizzati, e quando si completano linee consecutive, si guadagnano bonus crescenti. Se una tessera posizionata tocca due o più linee vincenti contemporaneamente, il vantaggio raddoppia. È qui che il gioco diventa affascinante: non si tratta solo di fare somme alte, ma di bilanciare i punteggi, tenere aperte le possibilità e anticipare gli spazi vuoti per trasformare un 10 in un 12 con una sola mossa.
Il ritmo è veloce, le regole che stanno in mezza pagina da imparare, ma la profondità emerge col tempo. Chi gioca bene non conta sulla fortuna delle tessere, ma sa gestire l’equilibrio tra rischi e opportunità, tenendo d’occhio il proprio tabellone e quello degli avversari. Non è un gioco da esperti, ma nemmeno da principianti: richiede attenzione, pazienza e una certa sensibilità per i numeri.
In Germania, Austria e Svizzera ha una comunità vivace che si incontra online e in club, con classifiche aggiornate e partite a distanza. Zatre non è un gioco da sfida estrema, ma di quelli che ti rimangono addosso — semplice da aprire, difficile da abbandonare.
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