Zaxxon

(1982)
4.4/10 (151 voti)

L’asteroide è un campo di battaglia e tu sei l’ultimo pilota che può fermare Zaxxon.

Nel 1982, quando i videogiochi stavano appena conquistando le case, Milton Bradley trasformò il famoso arcade spaziale in un gioco da tavolo diretto ma pieno di sorprese: due piloti, due aerei e una corsa contro il tempo per distruggere la stazione nemica. Non serve essere esperti: basta un dado, una ruota colorata e un po’ di coraggio.

Ogni turno comincia con un lancio simultaneo dei dadi. Chi ottiene il numero più basso va per primo — ma non perché sia più veloce, perché è quello che deve attivare la ruota della fortuna: una svolta decisiva che decide se i tuoi aerei saranno colpiti o meno. Se esce rosso, tutti gli aerei dentro le aree con i lanciamissili vengono abbattuti e mandati indietro alla base. Se esce blu, è la volta delle torrette di artiglieria: chi ci sta dentro perde l’aereo. Se esce bianco? Tutto tranquillo. E se un’arma era già stata distrutta in precedenza? Nessun rischio: il suo spazio è ormai sicuro. Attenzione però: i lanciamissili hanno un bordo rosso, le torrette un bordo blu — tieni gli occhi aperti.

Dopo la ruota, chi ha fatto il numero più basso muove uno o entrambi i propri aerei per il valore del dado. Poi tocca all’altro giocatore. Puoi dividere i passi tra i due aerei come vuoi: un po’ qui, un po’ là. Gli aerei si spostano da una casella all’altra adiacente — in avanti, indietro, di lato, pure in diagonale. Puoi cambiare direzione più volte durante lo stesso turno, tornare sui tuoi passi, ma non puoi occupare la stessa casella dell’aereo avversario.

Qui entra in gioco l’altitudine: per attraversare i muri devi volare alto; per sparare ai bersagli devi scendere basso. Cambiare altitudine costa un passo del dado — una decisione strategica che può farti vincere o perdere. Se sei troppo in alto, non puoi colpire. Se sei troppo in basso, rischi di rimanere bloccato da un muro o di essere abbattuto da una torretta.

L’obiettivo è chiaro: distruggi tutti i bersagli nemici e poi colpisci Zaxxon con entrambi i tuoi aerei. Ma non basta arrivare fin lì: devi farlo prima dell’avversario, perché il primo che lo colpisce due volte vince la partita. E se un tuo aereo viene abbattuto dentro la fortezza interna? Non torni alla base normale: atterri su uno spazio di ripartenza più lontano — una punizione dura per chi si avventura troppo in profondità senza protezione.

Zaxxon non è un gioco complesso, ma ha un ritmo che ti tiene incollato alla tavola. Il dado e la ruota creano tensione: ogni turno può cambiare tutto con una sola rotazione. È un po’ come pilotare in mezzo a un temporale di fuoco, dove il nemico non è solo l’avversario, ma anche la sorte. Eppure, per quanto semplice, riesce a trasmettere tutta l’eccitazione del videogioco originale: velocità, rischio e una sensazione di volo che pochi giochi da tavolo hanno saputo catturare così bene.

Perfetto per i bambini che amano gli spazi e gli adulti che non dimenticano cosa vuol dire sognare a occhi aperti davanti a uno schermo anni Ottanta. Non serve una strategia infinita: basta un po’ di intuito, un po’ di fortuna… e tanta voglia di vincere.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 30 min
  • Età Minima: 7+
  • Complessità: (1.18)

Meccaniche: Tira e Muovi

Artisti: Paul Alexander

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